Viola Frymann

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E’ scomparsa sabato 23 gennaio la dott.ssa Viola Frymann (1921-2016), fondatrice del “The Osteopathic Center for Children” e dell’ “Osteopathy’s Promise to Children”, nonché pilastro internazionale per l’osteopatia.

Nata in Inghilterra nel 1921 Viola Frymann ebbe i suoi primi contatti con l’osteopatia all’età di quattro anni quando suo padre, ammalato di tubercolosi, fu aiutato da un osteopata.

Dopo aver frequentato gli studi di Medicina a Londra, proseguì la sua formazione al College of Osteopathic Physicians and Surgeonsin Los Angeles (CA, USA), dove sentì parlare per la prima volta di una teoria tanto rivoluzionaria quanto controversa di un osteopata del Minnesota di nome William G. Sutherland, che espandeva il concetto classico di osteopatia attraverso teorie sulla mobilità delle ossa del cranio. Incuriosita, si iscrisse al corso base nel 1950.

Fu applicando le tecniche imparate sui pazienti e riscontrando ottimi risultati che cominciò a credere fermamente nelle teorie del Dr Sutherland, tanto da volerne sperimentare i benefici sui pazienti pediatrici. La collaborazione tra i due divenne così importante che il Dr Sutherland passò il suo ultimo anno di vita ad insegnare a Viola M. Frymann tutto quello che aveva imparato, rendendola la sua più importante allieva.

post1A metà degli anni ’70, Viola M. Frymann contribuì a recuperare interesse nei confronti  dell’Osteopatia in California, dove per anni era quasi scomparsa anche a causa di pressioni da parte delle autorità. Fondò il College of Osteopathic Medicine of the Pacific, Western University of Health Sciences di Pomona (CA, USA), diventandone primo Presidente e Professore del Dipartimento di “Osteopathic Principles and Practice” e pochi anni dopo, nel 1982, promosse e avviò l’Osteopathic Center for Children (OCC), centro dedicato alla cura dei bambini.

Membro dell’Osteopathic Cranial Academy (OCA), dell’American Osteopathic Association (AOA) e dell’American Academy of Osteopathy (AAO), annoverata tra i pionieri della Medicina Osteopatica, Viola Frymann è da sempre stimata come professionista e ricercatrice.

Ha dedicato la sua intera vita di medico osteopata al servizio dei bambini e alla divulgazione dei principi di osteopatia, con particolare attenzione al movimento cranico. Nel 1963 fece la sua prima pubblicazione sui traumi da parto, con uno studio clinico effettuato su 1250 bambini.

Tra i suoi numerosi riconoscimenti, si ricordano l’Andrew Taylor Still  Medallion of Honour, la più alta onorificenza conferita dell’American Academy of Osteopathy, e il William G. Sutherland Award, assegnato dalla Osteopathic Cranial Academy. A livello internazionale si ricordano le onorificenze ricevute dall’Université Européenne d’Ostéopathie di Parigi e la nomina a Professore Emerito da parte della Facoltà del Collège d’Études Ostéopathiques di Montreal (CAN) e del Centre d’Ostéopathie Atman.

Molti osteopati hanno avuto la fortuna conoscerla e di incontrarla anche in Italia, dove lei stessa si è recata più volte, riportando nei propri studi professionali e nelle scuole, i suoi fondamentali insegnamenti di grande rigore e professionalità, uniti alla tenerezza e all’amore con cui tenacemente e con grande dedizione, ha lavorato per tutta una vita.

 

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Riportiamo qui un intervista di Viola del 2009 fatta da Massimo Valentte di http://www.tuttoosteopatia.it

Grazie per avere accettato questa intervista.
La nostra prima domanda è: come ha conosciuto l’osteopatia?
E come è diventata osteopata?
V.F.
 Mio padre scoprì l’osteopatia nel 1925- 26 e da quel momento in avanti non ci servimmo che di quella. Gli era stata diagnosticata una tubercolosi in fase terminale, era stato mandato a casa con la speranza di solo sei settimane di vita. Accadde che in quel periodo mia madre sentisse una conferenza sul vegetarianismo, non ne sapevano niente e non sapevano neanche come mettere insieme le notizie. In quegli anni poi non c’era né benessere né sicurezza sociale, e neppure del denaro a portata di mano.
Quindi fecero semplicemente quello che potevano e lui visse fino a qualche giorno prima del suo ottantesimo compleanno.
Io no, non volevo diventare un osteopata, non volevo entrare nel ramo della medicina. Io volevo diventare una ballerina.

Una ballerina?
V.F. Già. Ma un giorno caddi e mi feci così male alla caviglia da compromettere ogni possibilità di continuare a ballare. Ero amaramente delusa e soprattutto non sapevo cos’altro avrei fatto.
Ci misi un paio di anni per arrivare fino al punto di decidere che, si, mi sarebbe piaciuto diventare osteopata. Ma a causa della guerra, la scuola Britannica di Osteopatia era chiusa.
Non c’erano studenti perché molti erano stati chiamati come militari nell’esercito.
Mio padre disse “Beh, penso che dovresti entrare nella scuola di medicina adesso, prenderti una laurea in medicina e poi, dopo la guerra, ci sarà un opportunità per l’osteopatia.” Ed ecco come è avvenuto il tutto.

Quindi lei è prima diventata un medico?
V.F.
 Si.

E chi erano i suoi insegnanti, gli insegnanti principali che può nominare?
V.F. 
Beh, non saprei.

I più importanti? Gli insegnanti che si ricorda di più?
V.F.
 Ci sono stati parecchi insegnanti durante il mio percorso ma probabilmente il dottor Sutherland è stata la personalità più notevole che io ricordi.
Comunque all’inizio l’osteopatia non veniva insegnata molto bene, ed in effetti, se guardo indietro posso dire che ho imparato la maggior parte delle cose da ciò che avevo sperimentato come paziente.
Inoltre non dimentichiamoci che l’osteopatia fu riconosciuta negli Stati Uniti solo nel 1962.

Era illegale? 
V.F. Come ho detto prima è stato il lavoro dei pazienti che riuscì a fare cambiare la legge.

Quando e perché decise di trattare principalmente i bambini?
V.F. Non l’ho deciso, è semplicemente successo. Non si reclutano i propri pazienti, si tratta ciò che arriva.

E’ giusto. Decide la vita. Come è nato il Centro Osteopatico per i bambini? 
V.F. Per un imprevisto politico. Vede, aprimmo una nuova scuola in California e agli studenti serviva un posto per fare pratica, mi venne così in mente di trasformare lo studio che avevamo da molti anni, in un’entità ufficiale universitaria.
E da allora, nel 1982 diventammo l’Osteopathic Center for Children & Families del College of Osteopathic Medicine of the Pacific.

Si ricorda qualche episodio divertente della sua carriera, della sua vita da osteopata, che ci vorrebbe raccontare?
V.F.
 Beh. Sono sicura che ce ne sono molti.

Ha trovato qualcuno che possa continuare quello che ha fatto lei nella sua vita?
V.F.
 Oh, lo so che questo è quello che le persone sembrano sempre essere. Dov’è la gerarchia? Dov’è il progresso? Non so cosa siano.

C’è una domanda che avrebbe voluto che io le facessi e che non le ho fatto?
V.F.
 Beh, dipende da quello che vuole sapere!

Qualcosa che vorrebbe dire?
V.F.
 Penso che una cosa importante per chiunque faccia parte di questa professione sia quella di sentirsi sicuri di essere nel posto giusto, senza sentire di doversi scusare per il fatto di non essere qualcos’altro. Ecco, questa penso sia la cosa più importante di tutte.
Inoltre penso che, dopo tutti questi anni, l’osteopatia si stia finalmente iniziando a realizzare.
Il fatto che adesso ci sia un General Osteopathic Council (GOsC) in Gran Bretagna è un progresso incredibile. Già nel lontano 1937 erano stati fatti degli sforzi per rendere l’osteopatia accreditata in Gran Bretagna e la cosa sembrava semplicemente impossibile.
Invece da 10 anni esiste il General Osteopathic Council e questo significa che ora ogni osteopata è un professionista accreditato e riconosciuto. Come potete vedere, ci è voluto un sacco di tempo. Ma penso che l’osteopatia stia crescendo con un grande entusiasmo images (5).jpgsoprattutto in questa parte del mondo. Gli Stati Uniti devono ancora imparare moltissimo. Non sono ancora completamente “osteopatici” come ci piacerebbe vederli.

La ringrazio moltissimo.
V.F. Molte grazie a lei.

Massimo Valente
25 Marzo 2009

 

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